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Potenza impegnata: quanti kW servono davvero in casa, e quando ne paghi troppi

Il contatore salta mentre va la lavatrice e qualcuno accende il forno. Prima di chiedere più kW conviene capire quanti te ne servono, perché ogni kW in più si paga tutto l'anno.

Redazione Club RisparmioAggiornato il 4 min di lettura

La sera in cui salta il contatore

Succede quasi sempre allo stesso modo. La lavatrice è a metà lavaggio, il forno è acceso per la cena, qualcuno mette su il bollitore. Buio. Si va al contatore, si riarma, e la domanda arriva da sola: devo aumentare la potenza?

Cosa misura quel numero

La potenza impegnata dice quanta elettricità puoi usare nello stesso momento, ed è in kW. Il consumo si conta in kWh ed è la somma di tutto il periodo. Si confondono spesso, eppure una casa che consuma poco può avere bisogno di parecchia potenza, se accende tante cose insieme anche solo per pochi minuti.

Facciamo un conto con numeri scelti da noi, solo per capire il meccanismo. Forno a 2 kW e lavatrice che scalda l'acqua a 2 kW fanno 4 kW: con 3 kW impegnati il contatore stacca. Se la lavatrice parte dopo cena, con lo stesso contratto non succede niente.

Ogni kW si paga anche quando non lo usi

Una parte delle spese di rete in bolletta si calcola sui kW impegnati e resta uguale qualunque sia il tuo fornitore. La paghi ogni mese, anche se il picco lo tocchi due volte l'anno. Per questo alzare la potenza ha senso quando il distacco è un'abitudine, meno quando è capitato una sera.

Vale anche al contrario, ed è il caso a cui pensano in pochi. Magari in casa ci sono 4,5 kW perché li aveva chiesti chi abitava prima, e tu non accendi mai più di due cose insieme. Stai pagando una capacità che non usi. ARERA lo dice in modo esplicito: abbassare la potenza fa risparmiare, alzarla costa di più.

Prima di chiedere più kW

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Come si cambia

La richiesta si fa al tuo fornitore, che la gira al distributore della zona. Dal 2017, per le potenze più comuni nelle case, i livelli vanno a passi di mezzo kW: da 3 puoi salire a 3,5 o a 4 senza saltare direttamente a 4,5.

È una modifica del contratto e può avere dei costi una tantum. Chiedili prima, insieme ai tempi, perché dipendono dal distributore e da quanto vuoi salire. Se chiedi molta più potenza di quella che hai, a volte servono lavori sulla linea e i tempi si allungano.

Quando 3 kW stanno stretti e basta

Con una pompa di calore per il riscaldamento o l'auto elettrica che si carica in garage, spostare la lavatrice di un'ora serve a poco. In quei casi un livello più alto è una scelta sensata. Quanto alzare dipende da cosa usi insieme nei momenti di punta: l'installatore dell'apparecchio di solito sa dirti quanta potenza assorbe.

Domande frequenti

Per molte case 3 kW bastano, ed è il livello più diffuso in Italia. Ne servono di più se usi spesso insieme apparecchi potenti, come piano a induzione, pompa di calore o forno e lavatrice nello stesso momento. Un numero giusto per tutti non c'è.

Di solito no: quando superi il margine il contatore si stacca e basta. Paghi di più se aumenti la potenza nel contratto, perché alcune voci regolate della bolletta si calcolano sui kW impegnati.

Nel riquadro con i dati della fornitura, vicino al codice POD. È espressa in kW.

Sì, la richiesta si fa al fornitore. Conviene se non ti avvicini mai al limite. Prima controlla di non accendere spesso più apparecchi potenti insieme, altrimenti il contatore staccherà più di frequente.

No, resta quella che hai, a meno che tu non chieda di modificarla. Le voci legate ai kW sono regolate e uguali con tutti i fornitori.

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